Costellazioni Astrologiche

costellazioni astrologiche

 

Conoscere è una esperienza,
tutto il resto è informazione

Albert Einstein

 

Le Origini dell'Astrologia

di Umberto Carmignani

I più antichi testi che trattano di astronomia e medicina sono i Veda, ma probabilmente le origini dell'astrologia sono molto più remote, poichè in essi è scritto che la conoscenza fu consegnata direttamente dal Dio creatore Brahma a pochi uomini saggi (Rishi) che l'avrebbero distribuita in successione diretta ai loro discepoli e nella sua purezza si sarebbe tramandata oralmente per generazioni e generazioni.

La parola Veda deriva dalla radice vid-, vedere, visione, veggenza e nei tempi antichi, nell'età dell'Oro, gli esseri umani piu' saggi erano probabilmente in grado di conoscere la realtà in maniera diretta e istantanea utilizzando le informazioni presenti nel campo morfogenetico, forse comunicavano tra di loro grazie alla trasmissione del pensiero attraverso l'etere e si narra che la sapienza universale fosse conservata in un grande archivio conosciuto con il nome di Memorie dell'Akasha, cui era possibile accedere attraverso il corpo astrale.

Con l'avvento dell'attuale era oscura (Kaliyuga) e con il diminuire dei saggi e dei veggenti ad un certo punto gli uomini non furono più in grado di aprirsi alla conoscenza diretta della realtà e per non dimenticare divenne necessario imparare a scrivere, a leggere, ad avere dei libri, dove registrare la conoscenza e cosi', circa 5000 anni fa, tutto il sapere dell'umanità venne trasposto nei Veda.

Purtroppo sembra che solo una minima parte della antica conoscenza sia arrivata intatta fino a noi, e possiamo solo consolarci al pensiero che non sia andata completamente distrutta, come è accaduto in passato con i vari incendi della biblioteca di Alessandria ad opera dei vari conquistatori Romani, Cristiani, Musulmani...

Certamente con la perdita della connessione con la fonte e con la comparsa della scrittura ciò che veniva scritto cominciò ad essere più importante della realtà, anzi si potè iniziare la creazione di una nuova realtà, quella scritta sui libri, giustificandola come il frutto di una rivelazione divina, e quindi verità inconfutabile. A seconda della verità che occorreva dimostrare in un certo periodo storico, molte informazioni potevano essere aggiunte, altre potevano essere eliminate e distrutte per sempre.

Si comprende quindi l'importanza e la necessità di riappropriarsi della capacità di percepire la realtà in maniera diretta, fenomenologica.

Separati dalla nostra capacità di "vedere" la realtà, costretti a "studiare", a "pensare", a "leggere" e a "scrivere" abbiamo dato troppa importanza alla mente, abbiamo sviluppato la logica e la filosofia, ma siamo diventati più eruditi che saggi e ci siamo allontanati da quella sola e unica verità con cui un tempo eravamo in contatto.

La parte dei Veda che si occupa di astronomia e astrologia è chiamata Jyotisha Vedanga, dove Yotish è una parola sanscrita che significa Scienza della Luce.

Dall'India, culla delle grandi civiltà, la cultura dell'astronomia e della astrologia si diffuse presso gli Assiri e i Babilonesi, presso gli Egizi, i Greci e i Romani, quasi scomparve nel Medioevo, riemerse nel Rinascimento, fu rinnegata dal 600 in poi (benchè Galileo stesso ne facesse uso) e relegata infine e definitivamente a pratica magica e superstiziosa nel 700.

Fu solo dalla fine dell'800, che pochi eletti, tra cui Omraam Mikhaël Aïvanhov, Alice Bailey, Helena Petrovna Blavatsky, Renè Guènon, G. I. Gurdjieff, Rudolf Steiner, Gustav Jung, compresero la grande importanza della cultura orientale e iniziarono a riportare nell'occidente i semi perduti della antica conoscenza dell'Ayurveda, dello Yoga e dell'Astrologia.

Così scrive nel 1925 il filosofo kantiano Ernst Cassirer:

"L'Astrologia e' uno dei piu' grandiosi tentativi che mai siano stati osati dallo spirito umano per fornire una rappresentazione simbolica globale del mondo"

Paramhansa Yogananda nel suo celebre libro Autobiografia di uno Yogi del 1947 narra che il suo maestro spirituale, Swami Sri Yukteswar famoso astrologo, era solito dire:

"Un bambino nasce nel giorno e nell'ora in cui i raggi celesti si trovano in matematica armonia con il suo karma individuale. Il suo tema natale e' un autentico ritratto del suo inalterabile passato e del suo probabile futuro. Ma questo certificato di nascita puo' essere interpretato soltanto da uomini di grande saggezza e intuizione; e questi sono pochi."

In Psicologia e Alchimia (1944) Jung scrive:

"la scienza comincio' con lo studio delle stelle, nelle quali l'umanita' scopri' le dominanti dell'inconscio, gli Dei, cosi' come le bizzarre qualita' psicologiche dello zodiaco, proiezione completa della caratterologia".

E ancora Jung, in una lettera del 6 settembre 1947 all'astrologo indiano B. V. Raman scrive:

"Nei casi di diagnosi psicologiche difficili di solito faccio fare l'oroscopo per acquisire un ulteriore punto di vista da una visuale completamente diversa. Debbo dire che molto spesso ho trovato che i dati astrologici spiegavano certi punti che altrimenti sarei stato incapace di capire".

Lo Zodiaco, dal greco "ruota degli animali", ma anche "ciclo della vita", è una fascia circolare immaginaria parallela all'equatore avente una circonferenza di 360 gradi e una ampiezza di 17. È attraversato dall'eclittica solare, la linea circolare che rappresenta il cammino apparente del sole, tutti i pianeti, osservati dalla terra, si muovono all'interno di questa fascia.

I 12 segni zodiacali sono le sezioni in cui è diviso lo Zodiaco, misurano 30 gradi ciascuno e devono il loro nome ad una costellazione.

L'Ariete è il primo segno dello Zodiaco che in occidente coincide con l'equinozio di Primavera, il 21 Marzo. In realtà, da un punto di vista astronomico, a causa della rotazione dell'asse terrestre, fenomeno conosciuto con il nome di "precessione degli equinozi", sono circa 2000 anni che nell'equinozio primaverile il sole si trova nella costellazione dei Pesci.

Al tempo degli Egizi e degli Assiro Babilonesi, dal 2000 a.C. fino alla nascita di Cristo, il Sole si trovava effettivamente nella costellazione dell'Ariete nel periodo che va dal 21 marzo al 21 aprile. Così come Mitra, divinità Indo Iranica, 4000 anni fa uccideva il Toro, il Cristo 2000 anni fa ha posto fine alla vecchia era dell'Ariete inaugurando quella dei Pesci.

Fra qualche centinaio di anni il 21 marzo cadrà nella costellazione dell'Aquario, dando inizio alla famosa New Age che stiamo tutti (o quasi) aspettando.

La coincidenza dell'equinozio primaverile con il segno dell'Ariete è rimasta invariata nella astrologia occidentale, forse proprio come conseguenza della perdita di conoscenze astronomiche, sebbene nel frattempo il periodo di transito del Sole nelle costellazioni si sia gradualmente spostato in avanti di 30 gradi, ossia un mese.

L'oroscopo vedico, al contrario, ha conservato l'antica conoscenza astronomica e ha sempre considerato la effettiva corrispondenza tra il sole e le costellazioni, retrocedendo le posizioni planetarie nei segni di una ventina di gradi, per questo motivo viene definito siderale, mentre l'oroscopo occidentale, basato sulla semplice corrispondenza tra i segni e le stagioni, viene chiamato solare o tropicale.

Inoltre se nell'astrologia occidentale è la posizione del Sole, simbolo dell'io e della personalità, che definisce l'appartenenza ad un segno zodiacale, nell'astrologia vedica è la posizione della Luna, simbolo delle qualità del cuore e dell'anima.

L'astrologia occidentale, focalizzata sul rapporto terra-sole-pianeti, potrà fornire utili indicazioni sulla struttura psicologica dell'individuo e sulla possibile risoluzione e integrazione dei conflitti, mentre l'astrologia siderale incentrata sul rapporto tra il sistema solare, le stelle fisse e la galassia stessa sarà più appropriata per darci informazioni sulla struttura della nostra anima e sul significato evolutivo della nostra attuale incarnazione.

 

Per maggiori informazioni sull'Astrologia Archetipica visita il sito:

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