L'Ordine nella Famiglia

ordine nella famiglia

 

Come la singola foglia non ingiallisce
senza che ne abbia muta conoscenza l'intero albero,
così colui che erra non può far torto
senza una segreta volontà di voi tutti.
E quando uno di voi cade, cade per quelli che lo seguono,
quasi un avvertimento contro l'inciampo.
Si, e cade per quelli che lo precedono,
i quali benché fossero di passo più celere e sicuro,
non rimossero tuttavia l'intralcio.

Kahlil Gibran, Il Profeta

 

Nel sistema familiare c'è amore per tutti i suoi membri, compresi i dimenticati e gli esclusi, ma secondo Hellinger:

L'Amore è una parte dell'ordine, l'ordine precede l'amore, e l'amore può solo svilupparsi in base all'ordine. L'ordine è preposto. Se capovolgo questo rapporto e voglio trasformare l'ordine attraverso l'amore, sono destinato a fallire. Così non va. L'amore è subordinato a un ordine, e dopo può crescere. Così come il seme è subordinato al terreno e lì cresce e fiorisce.

Molti problemi nascono perchè c'è chi pensa che si potrebbe superare l'ordine per mezzo di considerazioni interiori o di sforzi dell'amore. Ma l'ordine è preposto a noi e non si lascia sostituire dall'amore. Pensarlo è illusorio. Si deve tornare all'ordine, al punto della verità. Solo lì troviamo la soluzione.

 

All'interno del sistema famiglia si ha quindi un ordine di tipo gerarchico, secondo la sequenza temporale dell'appartenenza: chi è arrivato prima all'interno del sistema è più grande di chi è arrivato dopo, e dunque ha precedenza, ha più diritto di chi viene dopo. I genitori sono più grandi dei figli e hanno precedenza rispetto ad essi, il fratello maggiore precede i fratelli più giovani, così come la relazione di coppia ha precedenza sulla maternità o paternità. È indispensabile per un buon funzionamento del sistema che l'ordine sia rispettato, in quanto chi viene dopo (come i figli, ad esempio) non è in grado di sostenere il peso del dolore e la responsabilità di chi viene prima ed è più grande.

Nel momento in cui qualcuno infrange l'ordine all'interno della famiglia, è possibile che a un livello superficiale gli altri membri del sistema non diano peso alla cosa, e col tempo la prendano come un dato di fatto o la dimentichino. Ma l'informazione di questo evento non si elimina all'interno del sistema, in quanto intrinseca ad esso vi è la necessità di stabilire ordini che siano validi per tutta la famiglia. Il compito di riportare equilibrio nel sistema e di ristabilire l'ordine all'interno della famiglia spetterà ad un membro della generazione successiva.

Nel momento in cui un figlio si carica del dolore del padre o della madre, si fa più grande di loro, prendendo un posto in un livello gerarchico del sistema che non gli appartiene.

Il principo dell'ordine serve fonadmentalmente per stabilire un circolo virtuoso dell'amore e dell'energia: chi è piccolo riceve, e non deve dare, finché è piccolo; deve solo crescere e ricevere tutto l'amore possibile, per poter a sua volta dare, una volta grande, senza chiedere nulla in cambio.

Per rimettere a posto quest'ordine, qualora sia sovvertito, occorre che chi è più piccolo riconosca chi è più grande, e chi è più grande si faccia rispettare da chi è più piccolo, chiarendo gli aspetti fondamentali di chi dà e chi riceve, e di chi ha più esperienza, e quindi sa un po' meglio quello che è giusto e quello che non lo è. Accade spesso infatti che chi è più piccolo giudichi chi è più grande, che un figlio creda di sapere cosa è meglio per i propri genitori, o li rimproveri per come si sono comportati: essere piccoli significa accettare quello che si riceve così com'è, sapendo che quello che viene dato è il massimo possibile, ed è esattamente quello di cui si ha bisogno. I nostri genitori sono i genitori migliori possibili, per noi, e tutto quello che abbiamo ricevuto, nel bene e nel male, ci è servito per diventare quello che siamo.

 

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