Alejandro Jodorowsky

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Psicogenealogia

Le nostre difficoltà riflettono, in genere, conflitti non risolti all’interno delle nostre famiglie. Fin da piccoli, e in maniera totalmente inconscia, li abbiamo assorbiti. Adesso, i conflitti che sono cresciuti con noi, si ripresentano nelle nostre vite sebbene in maniera diversa dal passato. Rimangono comunque i medesimi conflitti adattati a nuove generazioni e a nuovi contesti.

Dal nostro arrivo nel mondo, i nostri genitori proiettano inconsciamente su di noi ogni tipo di desideri affettivi, intellettivi, corporali e sessuali, che finiscono col programmare le nostre vite. Il bambino finisce per accettare e identificarsi con queste proiezioni, che si trasformano in una pesante responsabilità che lo accompagnerà per il resto della sua vita.

Portare quest’ordine parentale in forma inconscia e con il quale il nostro ‘essere essenziale’ non é in accordo, risulta fonte di squilibri, insoddisfazioni, frustrazioni la cui origine ci rimane sconosciuta.

Semplicemente non stiamo bene ma non sappiamo perché.

La maggior parte dei nostri conflitti, disordini, pulsioni e contraddizioni, si formano a causa dell’identificazione con figure parentali che ci hanno marcato e alle quali continuiamo ad essere fedeli sebbene ci risulti doloroso, paralizzante o autodistruttivo.

A loro volta questi personaggi ai quali siamo fedeli, si identificarono ad altre figure anteriori, formando una catena di ereditarietà nei conflitti. Così come su di noi influirono i nostri genitori, essi furono condizionati dai nostri nonni e così successivamente.

In maniera più o meno maggiore, tutti manteniamo una fedeltà inconscia alla nostra storia familiare (al clan o alla tribù).

Ciò che abbiamo ricevuto dai nostri genitori lo trasmetteremo ai nostri figli e così via di generazione in generazione, segnando il destino individuale di ogni personaggio dell’albero.

Esplorare il nostro inconscio familiare ci porta a scoprire come la vita dei nostri antenati, contenga fatti che risuonano con i nostri attuali problemi. Come se le nostre difficoltà fossero un’eredità inconscia che ci hanno attribuito le situazioni traumatiche del passato. Prendendo coscienza delle origini familiari del conflitto e delle sue conseguenze nella nostra vita, possiamo trattare direttamente con il blocco e risolverlo. Studiando il nostro albero genealogico troviamo piste, situazioni, attitudini e posture che si ripetono di generazione in generazione, fino a giungere a noi.

Questo forma un inconscio familiare che finisce con il condizionare completamente la nostra attuale esistenza.

Questo inconscio familiare agisce direttamente in noi guidandoci fino ai conflitti non risolti con il fine di portarli alla luce e liberarci di essi.

Per questo motivo, l’albero ha la tendenza a ripetere il blocco o la resistenza da una generazione all’altra; è la via che l’inconscio utilizza per cercare di liberarsi in favore dell’evoluzione dell’essere. Rompere questo gioco di ripetizioni familiari per riconquistare la nostra libertà individuale, comincia con il conoscere i fatti della nostra storia, le circostanze e i vincoli creatisi con i nostri antenati.

Non si tratta di tagliare le radici del nostro albero, bensì comprenderle meglio e disfare i nodi nevrotici che si sono creati. Il proposito dell’albero è permetterci di conoscere il nostro essere essenziale, il nostro diamante interiore. Poter scoprire la dinamica del funzionamento del nostro albero, rende possibile sciogliere le ragioni dei nostri blocchi, resistenze, paure, frustrazione, insoddisfazioni fallimenti e malattie.

Il nostro albero genealogico ci fornisce tutto ciò di cui abbiamo bisogno per iniziare il nostro processo di liberazione personale; disfacendoci dei nostri conflitti, raggiungendo e sviluppando ciò che è naturale in noi e che purtroppo manteniamo oscuro e represso.

Per iniziare ad abbozzare le basi del nostro albero genealogico, bisogna investigare per scoprire i fatti che segnarono le vite dei nostri antenati.

Il primo punto per cominciare questa investigazione e disporre delle seguenti informazioni sui nostri antenati fino alla quarta generazione (bisnonni): nomi, professioni, hobbies, date di nascita e morte, aborti, decessi, segreti familiari, depressioni, malattie, fallimenti, suicidi ecc.

Con queste informazioni si cercano i modelli di ripetizione per poter stabilire quale tipo di relazione ebbero, tra di loro, i familiari. In questo modo é facile dedurre conflitti e blocchi che possano arrivare come eredità nel presente.

Una volta analizzato un albero genealogico e compresa la sua struttura, si giunge all’albero organico: cioè le conseguenze che l’albero genealogico lascia nella nostra personalità e nel nostro corpo, che si manifestano attraverso i gesti, le espressioni, le posture, le attitudini, la respirazione ecc..

Il progetto parentale esiste, i genitori hanno un progetto su di noi al quale si cerca di obbedire metaforicamente. È assolutamente reale per l’inconscio e comincia già nella primissima infanzia. Il cervello possiede differenti realtà e una realtà immaginaria, per il cervello, è assolutamente reale quanto quella oggettiva.

Se una donna nasce quando in realtà desideravano nascesse un maschio, finisce in genere a comportarsi da uomo, allo stesso tempo è molto probabile si crei un corpo metaforico da maschio. Ogni frase che ci viene detta, ogni dettaglio manifestato in maniera non verbale, costituisce l’essenza del progetto parentale.

Se ci identificano con una nonna, uno zio o con la pecora nera della famiglia, implica che ci si comporti comunque come tali sebbene la nostra realtà sia completamente differente. Tutte le parole e attitudini che i genitori hanno riversato su di noi, sono assorbite dall’inconscio come delle verità alle quali obbedisce. 

L’inconscio vuole obbedire e realizzarle.

Per un bambino i propri genitori sono il referente massimo e tutto ciò che essi faranno o diranno influirà direttamente su di lui. Egli si identifica e costruisce la sua identità e coscienza attraverso ciò che apprende dai suoi genitori. Un bambino impara a essere se stesso attraverso l’imitazione, prima imita e poi obbedisce. Un bimbo assorbe dettagli come il nome, le abitudini e i pesi che fanno parte dell’albero.

Questo costituisce una forma di aggressione inconscia dei nostri genitori che finisce con il tradursi metaforicamente nel cervello creando un’architettura emozionale, sessuale, corporale e intellettuale. Pone le basi della nostra cultura psicoaffettiva.

Nell’albero bisogna prendere nota di ciò che ci dissero durante l’infanzia, perché spesso è attraverso queste frasi che si creano le confusioni, i traumi e i disturbi. Da adulti poi, si tende a riprodurre sugli altri o su noi stessi, gli abusi sofferti durante l’infanzia. Se ieri fummo torturati, oggi non cessiamo di torturarci trasformandoci nel nostro proprio aguzzino.

Non esistono unicamente abusi di carattere sessuale, durante l’infanzia siamo soggetti ad abusi intellettuali, ad esempio, quando ci inducono idee folli, pregiudizi perversi, razzismi ecc. Allo stesso modo si soffrono abusi emozionali, quando ci privano dell’amore, quando c’é disprezzo, sarcasmo e aggressione verbale. Esistono poi gli abusi materiali per mancanza di spazio, per continui cambiamenti del territorio, abbandono nel modo di vestire o errori alimentari. Non bisogna dimenticare gli abusi dell’essere, quelli per i quali non ci diedero la possibilità di sviluppare la nostra vera personalità.

I nostri genitori ci creano un destino in funzione della storia familiare senza vedere chi realmente siamo. Ci resero specchi di loro stessi oppure avrebbero voluto fossimo altro, ad esempio una donna al posto che un uomo e viceversa.

Non ci lasciarono vedere ciò che avremmo voluto, non ci lasciarono ascoltare determinate cose, non ci fu permesso esprimerci, ci diedero un’educazione che consisteva principalmente in porre limiti. In forma inconscia ci viene proibito realizzarci in modo che noi stessi ci trasformiamo nella causa dei nostri fallimenti.

L’inconscio obbedisce a un linguaggio metaforico e non distingue il mondo interiore dove vive, dal mondo esterno dove si proietta; attraverso gli atti psicomagici e le operazioni metaforiche sul corpo fisico, sarà possibile liberare l’inconscio della persona dai propri blocchi e traumi ereditati in genere, dalla storia familiare.

Lavorando sull’albero in modo organico si insegna all’inconscio a slegarsi dalle programmazioni, permettendogli  di superare l’identificazione con i personaggi dell’albero e liberarci dalle situazioni alle quali ci sottomette. Per realizzare ciò si utilizzano atti metaforici capaci di risuonare nell’inconscio del consultante, liberandolo dai propri blocchi e facendo mutare la sua realtà verso una condizione più autentica.

 

 

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