La Psicogenealogia di Anne Schutzenberger

anne schuetzenberger

 

Anne Schützenberger ebbe modo di conoscere e collaborare con Françoise Dolto una pediatra e psicanalista infantile francese che nel suo accurato lavoro di analisi dei primissimi anni dell’infanzia (dal periodo pre-natale fino ai 3 anni), riscontra la presenza di importanti correlazioni con la famiglia di origine del bambino, innate nella sua coscienza. Sono celebri queste affermazioni della Dolto:

 

I bambini e i cani sanno sempre tutto, e soprattutto quello che non è detto”
Ciò che viene taciuto alla prima generazione, la seconda lo porta nel suo corpo”
Ci vogliono tre generazioni perché si schiuda da una famiglia un bambino”

 

Interessante anche il lavoro di Didier Dumas, allievo della Dolto, sul concetto di angeli e fantasmi che si ricollega alle teorie di Nicolas Abraham e Maria Torok: i fantasmi tanto temuti dai bambini (fino ad indurre stati psicotici) altro non sono che traumi familiari (individuali o collettivi: guerre, carestie, epidemie, ...) tramandati nell’inconscio familiare; sono altrettanto pericolosi i segreti e tutto quello che non viene detto apertamente, perché vanno a creare delle “cripte” nella coscienza delle generazioni successive, e si manifestano sotto forma di fobie, manie e ossessioni.

Trasferitasi negli Stati Uniti, la Schützenberger diventa allieva e collaboratrice di Jacob Levi Moreno, ideatore della sociometria e dello psicodramma: la prima è una tecnica di analisi delle relazioni tra gli elementi di un gruppo o sistema (tramite la creazione di un sociogramma), e il secondo è un metodo terapeutico che consiste nel mettere in scena la rappresentazione scenica di un vissuto individuale (traumatico o meno) per poterlo sdrammatizzare, integrare o comprendere.

 

Sulla base di queste premesse teoriche, Schützenberger dà vita alla psicogenealogia, e in particolare allo strumento di analisi del genosociogramma, ovvero la ricostruzione analitica dell’albero genealogico, che permette di individuare i collegamenti tra gli elementi di generazioni diverse. Nel genosociogramma possono rientrare anche persone non consanguinee, esterne alla famiglia, ma che in qualche modo sono state fondamentali nella storia familiare, che possono aver agito come benefattori, aiutanti, sostituti di ruoli fondamentali (le balie, ad esempio), ma anche coloro che hanno arrecato danno alla famiglia, in qualche modo: per l’importanza del loro contributo (positivo o negativo), costoro rientrano a buon diritto nel sistema.

Un oggetto di analisi particolarmente importante è la coincidenza tra le date di nascita, di matrimonio, di morte, di incidente, dei diversi membri del sistema familiare: Schützenberger riscontra infatti la cosiddetta sindrome da anniversario, che si manifesta con l’insorgere di malattie o il verificarsi di incidenti allo scadere di una certa età, o di una data particolare.

Altri elementi fondamentali della psicogenenalogia sono:

  • il bambino di sostituzione, ovvero il meccanismo sistemico per cui ai nuovi nati nel sistema viene richiesto di prendere il posto degli elementi mancanti o scomparsi, chiamandoli con lo stesso nome, ad esempio, o sostenendo una proiezione continua (“Sei uguale a tuo nonno, hai gli stessi occhi”);
  • i segreti di famiglia, il non-detto che genera cripte e fantasmi, ovvero sintomi e disturbi psicofisici;
  • la nevrosi di classe, cioè quella forma di lealtà familiare che ostacola l’avanzamento sociale, il successo, il denaro: non sentendosi autorizzati a essere migliori dei propri antenati, si mettono in atto dei meccanismi inconsci di auto-sabotaggio;
  • le alleanze familiari, tese ad escludere alcuni membri del sistema.
     

Per la psicogenealogia quindi oltre alla coscienza individuale, siamo influenzati dalla coscienza familiare, o Inconscio Familiare, o Anima Familiare, ovvero da tutte quelle informazioni racchiuse nell’esperienza del sistema familiare a cui apparteniamo. È il sistema (familiare, sociale, culturale) in cui viviamo che ci condiziona nella nostra esperienza e nell’elaborazione dei codici morali su cui basiamo la nostra vita: a un livello sottile e profondamente inconscio è presente in noi un substrato di coscienza familiare, un lignaggio, un’eredità intrapsichica. La Coscienza individuale, permette all’essere umano, di percepire il senso della giustizia e dell’ingiustizia, del bene e del male, e quindi di comportarsi di conseguenza.

A questo punto, ci si chiede in quale misura, la percezione della coscienza individuale è soggettiva e in quale misura essa deriva da un condizionamento familiare e sociale.

Secondo Bert Hellinger non ci sono dubbi:

nelle nostre relazioni opera anche una coscienza nascosta, di cui non siamo consapevoli. Si tratta di una coscienza sistemica che ha la precedenza sui nostri sentimenti personali di colpa o innocenza e che aderisce ad altri ordini, ovvero a leggi naturali occulte che plasmano e regolano le dinamiche dei sistemi relazionali umani. Si tratta in parte delle forze della biologia e dell’evoluzione e in parte di quelle dell’occulta simmetria dell’amore che agisce dentro all’anima.

e ancora:

Gli unici criteri seguiti dalla coscienza al servizio della formazione di legami sono i valori del gruppo al quale apparteniamo.

Secondo Hellinger quindi è inutile parlare del male e del bene, di persona malvagia e persona buona: ciò che è male o bene è unicamente determinato dall’appartenenza ad un sistema; sono gli intrecci sistemici e i bisogni primari a guidare il nostro agire e a formare la nostra coscienza.

Siamo in grado dunque di definire due tipologie di coscienza:

  • quella personale, che ci porta di volta in volta a percepirci come colpevoli o innocenti;
     
  • quella sistemica-familiare, che invece condiziona inconsciamente la nostra percezione del bene e del male.

Secondo la Psicobiologia Evolutiva Transgenerazionale esiste una Coscienza Biologica di Specie, che ha come compito quello di registrare le soluzioni biologiche con cui gli individui hanno risolto il problema della sopravvivenza, e una Coscienza Biologica di Clan, il cui compito è quello di registrare tutte le situazioni di carenza, privazione e di trauma sperimentate dai membri di una famiglia attraverso le generazioni e che, a quanto sembra, vengono trasmesse di generazione in generazione fino a che non vengono risanate.

Utilizzando il lavoro con la Psicogenealogia e le Costellazioni Familiari si opera per ricostruire la linea ereditaria e si prende coscienza dei traumi, delle ingiustizie, delle esclusioni, delle privazioni e delle violenze subite dagli antenati: tutte queste cose vengono trasmesse ai discendenti, insieme al compito risanatorio per riportare equilibrio nel sistema.

 

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